I beni confiscati alla criminalità organizzata non sono immobili come gli altri. Essi sono stati simboli del potere dei camorristi sui territori da loro dominati
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Vogliamo rendere accessibili ai non addetti ai lavori le informazioni sui beni confiscati alle mafie e promuovere buoni esempi di riuso sociale.
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Venerdì 27 maggio la presentazione dei risultati del progetto “Un osservatorio sui beni confiscati in provincia di Caserta”. Tuccillo (ANCI) sollecita i comuni a rendere noti i propri beni confiscati: nel corso dell’incontro, la firma del protocollo di intesa con CSV, Comitato Don Peppe Diana e Libera Caserta

Si allega la brochure informativa.

Saranno presentati  il 27 maggio 2016 (ore 17,00) presso la Casa Don Peppe Diana a Casal di Principe(sita in Via Urano, 18) gli esiti del progetto “Osservatorio dei beni confiscati alla criminalità organizzata in provincia di Caserta” realizzato attraverso un  protocollo di intesa dal  Centro di Servizi per il Volontariato Asso.Vo.Ce. di Caserta, il Coordinamento Libera della provincia di Caserta ed il Comitato Don Peppe Diana.

Quali e quanti sono i beni riutilizzati per finalità sociali? Quali difficoltà incontrano le associazioni affidatarie di beni? Quanto istituzioni e membri della società civile sono consapevoli del loro ruolo nell’applicazione della legge 109/96, che disciplina il riuso sociale dei Beni Confiscati? A queste e ad altre domande ha cercato di rispondere l’Osservatorio costituito nel 2010 da Libera, Comitato Don Peppe Diana e Provincia di Caserta, e rilanciato nel 2015 con il CSV Asso.Vo.Ce.

Diversi sono i risultati perseguiti, che saranno condivisi con le Istituzioni e con la Stampa nella giornata del 27 Maggio: attraverso l’attento lavoro di ricognizione promosso dall’Osservatorio  è stato infatti avviato il censimento di numerose aree, strutture e terreni confiscati alla criminalità organizzata, e sono stati resi noti i recuperi esemplari di molti di questi beni, dati in gestione a realtà del Terzo Settore: molte  di queste esperienze sono state riportate nel sito Cosenostre.org, oggi completamente rinnovato,frutto tangibile delle sinergie attivate in tema di beni confiscati e nuove tecnologie. L’Osservatorio ha inoltre sollecitato ed affiancato i Comuni affidatari di beni confiscati a "metterli a frutto" con progetti  di riutilizzo sociale, anche attraverso l'assegnazione ad enti del Terzo Settore. Esempio pratico di questo impegno sono stati i focus group territoriali promossi negli scorsi mesi sui vari territori della provincia di Caserta: ricalibrando di volta in volta gli obiettivi in base alle esperienze territoriali, il gruppo di lavoro composto da CSV, Libera e Comitato Don Peppe Diana è riuscito a promuovere un confronto reale tra Istituzioni ed associazioni e a conseguire obiettivi importanti, come la delibera di Giunta del Comune di Castel Volturno che ha istituito il  Tavolo di Concertazione Permanente sui Beni Confiscati, cui saranno invitate a partecipare anche le associazioni territoriali. Siffatte premesse suggeriscono la necessità di non concludere un’esperienza così significativa, rispetto alla quale ancora molto resta da lavorare.

Saranno presenti  all’evento del 27 Maggio: Renato Natale (Sindaco del Comune di Casal di Principe); Mauro Baldascino (Coordinatore dell’ Osservatorio per i beni confiscati); Alessandro Colletti  (Ricercatore); Domenico Tuccillo (presidente ANCI Campania); Rossana Cima (Dirigente dell’Agenzia del Territorio di Caserta); Giovanni Allucci (Direttore Agrorinasce); Gianpaolo Capasso (Referente per la Campania  dell’Agenzia Nazionale Beni confiscati); Arturo De Felice (Prefetto Caserta), nonché un delegato della Regione Campania. Le conclusioni saranno tratte da Gianni Solino (Referente Libera Caserta), Valerio Taglione (Coordinatore Comitato Don Peppe Diana) e Gennaro Castaldi (Presidente del CSV Asso.Vo.Ce.) Modererà il caporedattore de L’Avvenire Toni Mira.

Nel corso della serata, inoltre, Domenico Tuccillo firmerà con il CSV Asso.Vo.Ce., Libera Caserta e Comitato Don Peppe Diana un protocollo di intesa attraverso il quale ANCI Campania si impegnerà a sollecitare i Comuni del territorio casertano a rendere pubblico l’elenco dei beni confiscati presenti, così come da obblighi di legge.

Sono stati invitati a partecipare ed a portare il proprio contributo:  il Forum del Terzo Settore della provincia di Caserta, i Sindaci dei Comuni ove insistono i beni confiscati, Vincenzo Cappello (esecutivo ANCI),   nonché tutti i soci di Assovoce, Libera Caserta, Comitato don Peppe Diana, ed i rappresentanti dei principali organi di stampa locali.

In chiusura del progetto, il Presidente del CSV Asso.Vo.Ce. Gennaro Castaldi si dice “soddisfatto dei risultati ottenuti, ma consapevole di quello che resta da fare”. Castaldi afferma, infatti “il bilancio attuale è positivo, soprattutto rispetto alla rete di associazioni che si occupano di beni confiscati:  in questi 12 mesi abbiamo implementato i dati a nostra disposizione, soprattutto in termini qualitativi. Ci troviamo di fronte ad una esperienza originale ed esemplare che ha permesso, anche grazie ai focus group territoriali, una nuova interlocuzione tra cittadini ed Istituzioni. E’ importante quindi, estendere queste buone prassi in altri territori,con l’obiettivo di superare ostacoli e criticità che ancora sussistono, in particolare, con i Comuni della nostra provincia”. Il Coordinatore del Comitato Don Peppe Diana Valerio Taglione definisce l’Osservatorio “un esempio virtuoso di come i cittadini attivi possano creare valore favorendo la nascita di comunità alternative alle mafie”. Taglione evidenza “le potenzialità di uno strumento che fa davvero informazione e cultura sui beni confiscati, e lo fa in efficienza e senza aggravi per la comunità. Tuttavia” conclude Taglione “perché il progetto vada avanti, è necessario che la comunità prenda parte attiva alla nostra battaglia di legalità. Il territorio tutto deve reagire, dire il proprio no alla criminalità organizzata: solo lavorando tutti assieme arriveremo a risultati importanti”. Gianni Solino, referente di Libera Caserta, ha sottolineato invece come “oltre che al lavoro di ricognizione, mappatura ed aggiornamento dei beni confiscati realizzato con l’Osservatorio, abbiamo inteso portare avanti anche un’azione politica: riportare al centro dell’attenzione il tema dei beni confiscati e di come un “buon riuso” degli stessi possa creare valore non solo sociale, ma anche economico. Noi abbiamo cercato di rilanciare il tema, e ci aspettiamo che altri raccolgano il testimone e facciano la loro parte. Penso alla Prefettura, che deve vigilare sull’operato degli Enti Locali e sollecitarli ad adempiere alla loro funzione in merito alla gestione dei beni confiscati, in particolare rispetto all’obbligo di legge di rendere pubblici gli elenchi dei beni presenti sul proprio territorio; penso alle amministrazioni locali che spesso – eccezion fatta per Comuni virtuosi come quello di Castel Volturno -  sembrano interpretare la gestione ed il riuso dei beni confiscati più come una pratica da adempiere che come un’opportunità. Intensificare il dibattito sui beni confiscati, promuoverne il riuso sociale e valorizzare le esperienze positive sul territorio sono compiti cui tutti siamo chiamati, e che rappresentano un’importante unità di misura di quanto un paese voglia lottare contro le mafie”.

Si allega la brochure informativa.

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