I beni confiscati alla criminalità organizzata non sono immobili come gli altri. Essi sono stati simboli del potere dei camorristi sui territori da loro dominati. Il loro utilizzo da parte delle Istituzioni e della società civile responsabile è il segnale della perdita di controllo e di prestigio di questi criminali, proprio nel loro stesso ambiente. Un segnale che la camorra non vuole e non accetta facilmente. L'utilizzo sociale dei beni confiscati diventa, quindi, un indicatore della crescita di comunità alternative alle mafie; la prova reale del processo di cambiamento in atto nelle terre di camorra. Un indicatore di quanto, gli enti locali e le istituzioni tutte, favoriscano la costruzione di capitale sociale e di senso civile sui propri territori. Il significato simbolico della trasformazione dei beni recuperati alla camorra in luoghi sociali, di promozione di diritti, a servizio della cittadinanza è fortissimo. Questo processo di ri-appropriazione civile richiede, però, che sia più alto il livello generale di consapevolezza e conoscenza della presenza di queste risorse e dell'opportunità di un loro utilizzo per lo sviluppo locale sostenibile. Partendo da queste considerazioni, s’intende dare nuovamente vita all’”Osservatorio provinciale sull’uso sociale dei beni confiscati alla camorra”; tale progetto di ricerca nel 2008 fu fortemente voluto dalla Provincia di Caserta, che lo realizzò fino al 2010, insieme alle APS “Comitato don Peppe Diana” e “LIBERA Associazioni Nomi e Numeri contro le Mafie”. C.S.V. ASSO.VO.CE., insieme al APS “Comitato don Peppe Diana” e “LIBERA”, coordinamento provinciale di Caserta, intendono dare continuità a quell’azione progettuale, che consisterà nell’individuazione dei beni immobili confiscati alla camorra su tutto il territorio provinciale, per comprendere quanti di questi immobili sono ancora nelle mani dell’ANBSC, quanti sono stati destinati ai Comuni e quanti, invece, sono stati concessi ad Enti del Terzo Settore per l’uso sociale. Attivando una mobilitazione civica di associazioni e volontari, si censiranno e fotograferanno i beni confiscati, per poi inserire le rilevazioni su di una mappa satellitare, che sarà consultabile dal sito www.cosenostre.org, in moda dare rendere più fruibili i dati sul questo patrimonio alla cittadinanza ed al volontariato casertano.

TERRITORIO E DURATA DI REALIZZAZIONE DEL PROGETTO

Provincia di Caserta – Periodo LUGLIO 2015 – APRILE 2016

OBIETTIVI DA RAGGIUNGERE

  1. Implementare la conoscenza qualitativa del patrimonio confiscato alla camorra in provincia di Caserta, a partire dal lavoro di mappatura satellitare, realizzato dall’Osservatorio provinciale sull’uso sociale dei beni confiscati alla camorra, presente sul sito www.cosenoste.info;
  2. Promuovere pratiche di cittadinanza attiva per l’uso dei beni confiscati tra le associazioni, anche per supportare il mondo del volontariato -potenzialmente interessato ad ottenere in concessione d’uso tali beni- ad attivarsi in tal senso.

ATTIVITÀ DI RIFERIMENTO PER RAGGIUNGERE GLI OBIETTIVI

Evento pubblico di presentazione progetto - Censimento dei beni confiscati alla camorra in provincia di Caserta - Contatti coi Comuni assegnatari di beni – Coinvolgimento associazioni - Focus group territoriali di promozione dell’utilizzo dei beni - Sopralluoghi e Rilevazioni fotografiche dei beni confiscati - Rilevazioni delle piantine catastali – Aggiornamento mappa satellitare sul sito www.cosenostre.org - Accompagnamento e supporto delle OdV che intendono attivarsi in iniziative d’uso dei beni – Evento pubblico finale.