I beni confiscati alla criminalità organizzata non sono immobili come gli altri. Essi sono stati simboli del potere dei camorristi sui territori da loro dominati
Il progetto
Vogliamo rendere accessibili ai non addetti ai lavori le informazioni sui beni confiscati alle mafie e promuovere buoni esempi di riuso sociale.
Cosa facciamo
Cosenostre.info vuole essere uno strumento informativo interattivo sul patrimonio immobiliare recuperato alle mafie.
Mappatura
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    Sono i beni confiscati utilizzati

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    Sono i beni confiscati su cui è in atto un interveto per usarli

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    Sono i beni confiscati non utilizzati

  • 1
137
unità immobiliari ceniste
107
unità immobiliari pubblicate
44
beni utilizzati
42
beni abbandonati
19
beni in cui è in atto intervento di recupero
13
video realizzati

Per i Beni confiscati alle mafie arriva l'assegnazione diretta. Bando previsto entro metà giugno, 50mila euro a progetto, Sul sito del Ministero dell’Interno la presentazione del Bando

Per informazioni: https://www.interno.gov.it/it/notizie/primo-bando-lassegnazione-diretta-terzo-settore-beni-immobili-confiscati

Sarà pubblicato entro metà giugno il primo bando per l’assegnazione diretta  di 3mila immobili confiscati a realtà del Terzo settore, senza passare per gli Enti locali.

Nel frattempo è stata diffusa  sul sito del Ministero dell’Interno  la presentazione del bando (https://www.interno.gov.it/it/notizie/primo-bando-lassegnazione-diretta-terzo-settore-beni-immobili-confiscati). Con il presente bando si attuano per la prima volta le norme del Codice antimafia e la previsione introdotta con la legge di riforma del 2017, «che consente all’Agenzia » dichiara il Direttore dell’Agenzia Nazionale sui beni confiscati Bruno Frattasi «di trasferire in uso ai soggetti del privato sociale beni immobili confiscati in via definitiva, con l’osservanza dei principi di pubblicità trasparenza e par condicio».

Gli immobili affidati in via diretta verrebbero assegnati con contratti di uso gratuito almeno decennali, per garantire un orizzonte temporale adeguato a progetti per la collettività (attività per giovani, per disabili o per anziani, ad esempio). Gli enti e le associazioni interessati potranno presentare ora progetti di funzionalizzazione e di recupero dei beni confiscati in relazione a cinque aree tematiche, che vanno dal sociale, alla ricerca e occupazione, dalla salute e la prevenzione alla cultura e alla sicurezza e legalità. 

Potranno partecipare in qualità di partner gli Enti locali, al fine di mantenere una «correlazione con le autonomie territoriali competenti in materia di welfare sociale»: in questo caso si applicherà una «una clausola preferenziale», con la valorizzazione di partnership che «si concretizzino anche attraverso la disponibilità ad acquisire la proprietà del bene».

Sarà inoltre garantito per ogni progetto «un contributo finanziario nel limite massimo di cinquantamila euro», per il quale saranno impegnate le  risorse previste nell’ultima legge di Bilancio, che ha stanziato per il triennio 2020-2022 «un milione di euro per ciascuna annualità».

In attesa del bando definitivo si rinvia alla presentazione disponibile a questo link: https://www.interno.gov.it/it/notizie/primo-bando-lassegnazione-diretta-terzo-settore-beni-immobili-confiscati

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